Il mio Kayrós, ovvero il mio tempo favorevole

1621771_10202810205123629_245447656_nI nostri ex-ospiti raccontano il loro vissuto e l’esperienza della comunità

di Alain N’Galeu

Sono passati otto anni da quando, raggiunta una certa autonomia personale e professionale, fui costretto un pò a malincuore a distaccarmi dalla Comunità Kayrós. Nonostante ciò, devo dire che tutti i volontari che ne hanno fatto parte e che mi hanno aiutato a crescere e diventare quello che sono rimarranno sempre nel mio cuore. Ricordo di essere stato la prima persona ad essere ospitata ed inserita nella Casa Famiglia, grazie alla quale ad oggi già più di cinquanta ragazzi – ognuno con la sua origine e la sua storia – hanno trovato ospitalità.

Kayrós per me, oltre ad essere stata una struttura di accoglienza per minorenni, è stata anche una vera e propria famiglia, forse un po’ troppo allargata e numerosa, che mi ha offerto un percorso di crescita un po’ differente da quello di una vera e propria famiglia, ma che sicuramente è stato carico di accoglienza, attenzione ed affetto.

Una delle caratteristiche davvero interessanti di Kayrós è il fatto di essere ben inserita nella comunità di Vimodrone ed essere in grado di coinvolgere un cospicuo numero di cittadini su temi dell’educazione e dell’accoglienza dei minori in difficoltà.

La comunità di Vimodrone è stata in grado di avvicinarsi ai ragazzi accolti in Comunità con molta umanità, sfidando pregiudizi e malumori soprattutto nei confronti dei minori stranieri non accompagnati e favorendo la loro integrazione sul territorio. In tal senso, Kayrós, in collaborazione con il Comune ha promosso la nascita di uno Sportello Legale ove ottenere informazioni utili anche per le pratiche relative alla richiesta dei permessi di soggiorno in Questura.

Nonostante il poco tempo trascorso fra i ragazzi ed i soci di Kayrós, da subito ho notato un clima di serenità che mi ha consentito di affezionarmi alla comunità; col tempo ho anche capito che sono numerosi i problemi che purtroppo colpiscono le Comunità di Minori come quella di Kayrós. Fra questi ne cito alcuni:

  • il mantenimento dei ragazzi in Comunità è costoso e spesso gli aiuti non sono sufficienti a soddisfare i bisogni di tutti i componenti;
  • al compimento del 18° anno di età i ragazzi sono costretti a lasciare la Casa Famiglia per seguire un percorso differente.

Spesso ciò risulta difficile perché i ragazzi sono legati ed affiatati fra di loro e verso i loro educatori, tanto da risultare difficoltoso accettare il fatto di dover andare via.

Numerosi sono gli interrogativi che si pongono: Dove andare? Cosa fare?

Molti di loro hanno paura di perdere gli affetti che con tanta fatica erano riusciti a ritrovare. Sono situazioni non facili da gestire e spiegare; io sono stato molto fortunato perché ho sempre avuto a fianco a me gente che mi ha aiutato a crescere (una famiglia di Vimodrone in particolare, accanto e dopo la Comunità), a vivere la vita sempre nel rispetto di tutti e a capire quali sono i valori importanti per mantenere salda la dignità dell’uomo.

C’è da dire, purtroppo, che non per tutti è riservato lo stesso destino. In conclusione, approfitto di questo spazio per ringraziare pubblicamente il Comune, la Caritas Decanale e tutte quelle persone e famiglie che non hanno mai smesso di dare il loro contributo all’inserimento ed alla crescita dei ragazzi di Kayrós.

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