Suor Anna: “C’è un filo rosso che mi unisce ai giovani in difficoltà”

img_0886Suor Anna Donelli, Congregazione delle Suore di Carità (dette di “Maria Bambina”), ha 50 anni; prese i voti quando ne aveva 25. Eloquenti le sue parole, che valgono più di tante spiegazioni: “Di solito si fa carriera salendo di grado. Io sono passata dall’esperienza di Kayròs a quella del carcere: per me questo è salire di grado, approfondire. Questo è il mio concetto di ‘alto’, secondo il Vangelo”.

Con Kayros c’è una intensa collaborazione che dura ormai da anni; come e quando è cominciata?
“Nel 2009 le nostre strade si incrociarono; un sacerdote che conosceva bene Don Claudio, conoscendo la mia propensione – una specie di filo rosso che mi unisce ai giovani in difficoltà – mi mise in contatto con lui. Lo conobbi di persona e per la prima volta misi piede nella comunità. Da allora ci vado spesso, faccio di tutto per non mancare”.
A quei tempi Suor Anna era impegnata in una parrocchia in zona Lambrate; la sua frequentazione in Kayròs diventa subito assidua: sempre presente dal lunedì al venerdì.
Ma evidentemente non le basta. Dal 2010 si offre come volontaria nel carcere milanese di San Vittore: inizia un percorso di nuove esperienze, a contatto con realtà e situazioni sicuramente difficili.
Nel 2011 viene trasferita a Cesano Boscone, dove tutt’ora è domiciliata; per arrivare a Vimodrone ci vuole più tempo, ma lei non si perde sicuramente d’animo e si organizza. Per un anno si reca in comunità al lunedì e venerdì.img_1654

Suor Anna, come nasce la sua attenzione e propensione nei confronti soprattutto dei ragazzi “difficili”?
“La mia è una passione. Sono ragazzi; e in quanto tali, sono risorse. Questa passione nasce dalla scoperta che i ‘mostri’, prima di tutto, sono dentro di me.
Questi giovani cercano e vogliono trovare un ‘salvagente’ a cui aggrapparsi; significa poter avere un riferimento, individuare una persona a cui in certi momenti si può ricorrere concretamente. I ragazzi hanno la necessità di potersi esprimere pienamente, in piena libertà. Io ci sono”.

In questi anni ci sono episodi particolari che le sono rimasti in mente, in positivo o negativo?
“Ricordo che anni fa, proprio in comunità, ripresi un ragazzo in modo severo; non ci fu da parte mia un giudizio, bensì un richiamo. Ma forse il tono di voce o il modo sono stati colti male: il giovane si avvicinò a me con fare bellicoso, come se volesse sferrare un colpo. Ero tranquilla, per nulla intimorita, infatti non mi accadde nulla. Lui però uscì nel parcheggio e prese a pugni la mia auto, rompendo un vetro. Intervenne anche un altro suo coetaneo, ma per rimproverare me.
La mia preoccupazione, il giorno seguente? Fu quella di recuperare il rapporto con entrambi. Andai nella casetta dell’aggressore, che appena mi vide disse Scusa suora non volevo, mi dispiace, ma quando ho quei momenti lì non riesco a controllare la mia rabbia. Stretta di mani e via, l’episodio viene chiuso. Anche io mi scusai con lui, gli spiegai che nelle mie parole non c’era rancore o astio. Fu importante l’epilogo di quel fatto, perché ho capito quanto sia prezioso risolvere i problemi nel dialogo.
Anche con l’altro ragazzo, nonostante rimase ‘sulle sue’ per parecchio tempo, calò il disgelo e tornammo ad avere un bel rapporto. Anche qui, un’altra lezione di vita: ciascuno di loro rielabora il suo vissuto, nel proprio animo”.img_1695

Quanto ha contato la sua esperienza in zone di periferia?
“Molto. Negli anni ’90 ero a Mirabello (Pavia) e avevo a che fare con ragazzi finiti nel giro della droga e dello spaccio. Nel quartiere Baggio, a Milano, furono altri anni ‘caldi’; idem dicasi per l’anno che ho trascorso a Gratosoglio, sempre a Milano. Lì però forse non ‘andavo bene’ a qualcuno, perciò in occasione del Giubileo del 2000 me ne andai nella zona di Tivoli; un’altra zona piuttosto movimentata, ricordo un ragazzino che un giorno entrò in chiesa con il motorino…
Tornata a Milano, mi occupai di adolescenti che negli oratori non erano persone gradite. Li accolsi in piena collaborazione con il parroco”.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.