L’INTERVISTA: quattro domande al comico Paolo Cevoli

Paolo Cevoli, scoppiettante comico romagnolo, ha dovuto interrompere le sue fortunate tournée teatrali a causa del lockdown. E chissà quando potrà riprenderle.

Paolo Cevoli

Dunque Paolo Cevoli resta fermo ai box?

Macché, la vita non è fatta per stare ferma, bisogna viverla fino in fondo, sempre intensamente. Si può sempre ripartire. Io sto lavorando molto sul web, l’unico modo per raggiungere il pubblico. In rete ho proposto ‘Il video dei videi’, dodici puntate scritte insieme a Federico Andreotti e visibili sul mio canale YouTube, in cui racconto la vita di alcuni personaggi del “libro dei libri” (la Bibbia) che avevo presentato nello spettacolo “La Bibbia raccontata nel modo di Paolo Cevoli” che anni fa aveva totalizzato 150 repliche in decine di teatri. Vengono riproposti spezzoni dello spettacolo mixati con interventi ripresi con l’iPhone nella mia abitazione, intervallati da un esilarante “influenser” che elargisce consigli e massime di vita conditi con uno slang anglo-romagnolo. Un mix di sacro e profano che ha fatto il botto sulla rete e ha riscosso molti consensi tra genitori, insegnanti e perfino catechisti che hanno usato i “videi” come strumento educativo con i giovani. 

Quindi il lockdown è diventato un trampolino per il tuo rilancio?

Proprio così. La necessità aguzza l’ingegno, come mi ha insegnato mio padre. Nel 1952 Luciano Cevoli, a 25 anni, sale su una nave a Genova, destinazione Australia. Non sapeva una parola di inglese, non sapeva che lavoro avrebbe fatto, ma sapeva ciò che voleva: mettere da parte un po’ di soldi per alzare di un piano la sua casa di Riccione e aprire un piccolo albergo, perché a quei tempi il turismo prometteva bene. Torna dopo quattro anni, realizza il suo “upgrade edilizio” e apre la pensione Cinzia. Gestione familiare, nessuna esperienza alberghiera. Eppure diventò un pioniere del turismo riccionese: grande accoglienza, clima familiare, una faccia che sprizzava simpatia da tutti i pori, cucina tipica romagnola. Mio babbo aveva affrontato prima un viaggio verso una terra sconosciuta, poi l’incognita di una nuova attività, armato solo di tanta voglia di arrivare e di fiducia nella Provvidenza e convinto che in ogni cosa si possono trovare dei semi di bene.

Arriva l’estate, i tuoi conterranei romagnoli che vivono di turismo si sentono mortificati dalle limitazioni imposte…

Ma siamo pronti a ripartire. Per questo ho prodotto “Romagnoli DOP alla griglia di partenza”, un’altra avventura sul web dove incontro e scherzo con albergatori, bagnini, ristoratori, baristi, imprenditori e artisti che dopo mesi di sosta forzata sono pronti con i motori accesi alla griglia di partenza e alla grigliata, per offrire a tutti l’ospitalità delle nostre terre. Il cantiere Romagna è in fermento!

E cosa c’è in preparazione nel “cantiere Cevoli”?

Un’altra idea in formato web: storie di persone che dopo avere toccato il fondo hanno trovato l’energia per rialzarsi e tornare a essere protagoniste della loro esistenza: imprenditori falliti, ex detenuti, giovani usciti dai giri della droga, studenti bocciati. Verranno coinvolti anche i giovani della comunità Kayrós.

Sono tutte persone che si potrebbero catalogare tra gli sconfitti e invece testimoniano una volontà di rinascita. Il filo conduttore dei dialoghi è la frase che ripeteva spesso il mio prof di religione, il grande don Oreste Benzi: l’uomo non è il suo errore. Voglio raccontare occasioni di rinascita, e anche io sto rinascendo.

A cura di Giorgio Paolucci

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