TRE DOMANDE A …: Giovanni Allevi, giovane compositore, direttore d’orchestra e pianista.

Dialogo sul tempo che stiamo vivendo e sul valore del tempo con Giovanni Allevi, compositore, direttore d’orchestra e pianista.

Giovanni Allevi
Ph by Massimo Volta

Questi giorni, pur in mezzo alle comprensibili preoccupazioni dovute alla crisi sanitaria ed economica legata al coronavirus, sono considerati per antonomasia “la stagione del tempo libero”. Chi va in vacanza ha a disposizione molto tempo libero dalle preoccupazioni di lavoro e studio, ma proprio per questo rischia di “perdere tempo”, di sprecare la grande occasione che è la vacanza per usare bene il tempo a disposizione. Cosa permette di vivere con pienezza il tempo?
Io credo che ognuno di noi abbia un talento, un destino, una vocazione. Può accadere di attraversare momenti frenetici e forsennati, altre volte, siamo costretti ad attendere immobili, senza che accada nulla. È comunque il sogno a colorare la nostra esistenza, a dare un senso anche all’attesa.

Kayròs significa “tempo opportuno”. In che senso anche le circostanze avverse possono essere una occasione positiva?
Colui che incarna lo spirito di Kayròs rompe la catena monotona degli eventi, e vede brillare di vita i propri gesti, anche nelle circostanze avverse.

Nella sua esperienza di musicista e artista, come vive la dimensione del tempo?
Grazie alla musica tutti possiamo fare esperienza di due dimensioni inconsuete del tempo: l’attimo irripetibile in cui si brucia l’emozione, e l’eterno, l’orizzonte sconfinato che ognuno di noi conserva in fondo all’anima.

A cura di Giorgio Paolucci

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