
TITOLO: RIMETTIAMOCI IN GIOCO: UN LIBRO, DUE TESTIMONIANZE E UN PROGETTO AL SERVIZIO DEI GIOVANI
Anche quando l’esistenza si fa dura, anche quando le ferite hanno lasciato segni indelebili, si può comunque ripartire. E’ il messaggio che emerge dalla serata promossa recentemente dal Comune di Vimodrone. Eloquente il titolo: “Rimettiamoci in gioco!”. L’occasione è venuta dalla presentazione del libro “Cento ripartenze. Quando la vita ricomincia” (volume 2), pubblicato da Giorgio Paolucci, giornalista e scrittore, per le edizioni Itaca. Davanti a un pubblico numeroso, con una folta partecipazione di giovani, insieme all’autore hanno portato la loro testimonianza due dei protagonisti del libro. Alain Ngaleu è arrivato in Italia a 14 anni dal Camerun inseguendo il sogno di diventare un calciatore professionista e fidandosi di un sedicente procuratore che gli prometteva il successo. Ma dopo che un grave infortunio ha mandato in frantumi le sue aspettative, l‘uomo delle promesse si è eclissato e in poco tempo il ragazzo si è trovato a vivere in strada. Decisivo è stato l’incontro con don Claudio Burgio: Alain è diventato il primo giovane accolto da Kayros, dove oggi lavora come educatore, e dice ai giovani di non smettere mai di sognare ma di fare i conti con la realtà. Lui sa bene che, oggi come ieri, i giovani hanno bisogno di incontrare adulti che diventino compagni di cammino, siano capaci di valorizzare i loro talenti e li aiutino a rialzarsi dopo ogni caduta, perché ci sia sempre una seconda possibilità.
Molto efficace e commovente anche la testimonianza raccontata da Alessandro Sbuelz, grande appassionato di basket, che una sera tornando da un allenamento è stato travolto da un’auto che gli ha tranciato una gamba. Poteva essere la fine di tutto, è diventata la possibilità di ripartire: nell’ospedale dove viene trasferito per la riabilitazione, Alessandro incontra l’allenatore della Nazionale di basket in carrozzina che lo vede palleggiare e ne apprezza il talento. E’ così che può tornare al suo primo amore, gareggiare ed eccellere nel basket in carrozzina, fino ad arrivare a militare nella Nazionale della specialità. Mai abbattersi, essere sempre disponibili a rimettersi in gioco, grazie all’aiuto di chi è disposto ad accompagnare: questa la lezione di vita che viene dalla sua esperienza e che ha molto da insegnare a giovani e adulti.
Durante la serata Roberto Panigatti ha illustrato finalità e risultati del Progetto Spazio Giovani Martesana, di cui è responsabile. E’ nato per iniziativa di 12 Comuni dell’area Nordest di Milano sotto lo slogan “Da soli non si va lontani, insieme si può”: spazi pubblici, gratuiti, diurni e serali, spesso all’aria aperta, abbinando aggregazione, sport, tutoraggio nello studio, opportunità di protagonismo (musicale, artistico, letterario), festival diffusi, inclusione e integrazione. E con nuove modalità di gestione della cosa pubblica: non solo codice degli appalti ma anche sussidiarietà orizzontale, amministrazione condivisa, co-progettazione. Con l’intento di valorizzare la vivacità, il talento e il desiderio di protagonismo delle giovani generazioni. Sulla stessa lunghezza d’onda si sono mossi gli interventi di Dario Veneroni, sindaco di Vimodrone, città capofila del Progetto, e di Federica Picchi, sottosegretaria con delega a Sport e Giovani di Regione Lombardia che ha sottolineato il valore di iniziative che nascono dal basso e lavorano in rete. In definitiva, una serata ricca di testimonianze e di progetti nel segno della ripartenza.
Giulio Poccargio

