L’ultima missione – Project Hail Mary
di Phil Lord e Christopher Miller, con Ryan Gosling, Sandra Hüller, Lionel Boyce, Ken Leung, Milana Vayntrub – Usa, 2026, 156 min.
Ci sono film di fantascienza che immaginano la salvezza del mondo affidandola a un’arma più potente, a una tecnologia rivoluzionaria o a un eroe eccezionale. L’ultima missione – Project Hail Mary sceglie una strada diversa e sorprendente.
La Terra è minacciata da una catastrofe che sembra inevitabile. Ryland Grace (un fantastico Ryan Gosling, bravo come sempre, che a lungo regge il peso della narrazione quasi da solo) è un insegnante di scuola media ma anche un giovane ricercatore a suo tempo boicottato dagli scienziati per le sue teorie apparentemente azzardate, che si ritrova nello spazio su un’astronave, la Hail Mary, a cercare una soluzione a problema devastante che ricostruisce, dopo essersi svegliato da un lungo “letargo”, grazie a una serie di ricordi: la Terra è minacciata dagli “Astrofagi”, organismi che stanno consumando l’energia del Sole portando il nostro pianeta verso un’era glaciale irreversibile. Lui è l’ultima speranza di una missione disperata per trovare una soluzione tra le stelle.

Il momento decisivo della sua missione non coincide però con una scoperta scientifica, bensì con un incontro. Davanti a lui comparirà un essere alieno. Diversissimo da lui nell’aspetto e nella biologia, portatore di una civiltà ovviamente lontana da cui proviene, a maggior ragione – com’è intuibile – con cui pare impossibile comunicare. Tutto sembrerebbe suggerire paura e ostilità. E invece accade il contrario. I due cominciano a cercare un linguaggio comune. All’inizio sono soltanto suoni, anche buffi, a rischio di incomprensione. Poi diventano parole, significati condivisi, fiducia. E infine amicizia.
Il film ricorda per molti aspetti Arrival di Denis Villeneuve, uscito esattamente dieci anni fa. Anche lì il destino dell’umanità dipendeva dalla capacità di comprendere una lingua sconosciuta. I due registi Phil Lord e Christopher Miller che vengono dall’animazione (Lord ha anche collaborato al film premio Oscar Spider-man: Un nuovo universo), nell’adattare il romanzo Project Hail Mary di Andy Weir poggiano sulla sua ironia tagliente e confezionano uno spettacolo godibilissimo, divertente e appassionante (l’alieno Rocky è il personaggio dell’anno!) ma anche pieno di tensione quanto serve, e non privo di riflessioni profonde sull’uomo anche con vari spunti religiosi, discretissimi: Hail Mary significa “Ave Maria” ma nel gergo sportivo americano indica un passaggio disperato dell’ultimo secondo, una specie di tentativo disperato; certi nomi, come quello del professore che si chiama Grace; un dialogo sulla fede, buttato lì come se fosse un semplice momento di alleggerimento, ma molto interessante. In cui lui ammette di averla persa per i dolori affrontati, mentre la responsabile del progetto – un personaggio molto interessante interpretato dalla grande attrice tedesca Sandra Hüller –afferma dicrederepurnon essendone troppo sicura, ma speranzosa perché la sua fragile ipotesi è certo meglio dell’alternativa.
Se i puristi del genere potrebbero storcere il naso di fronte alla semplificazione dei riferimenti scientifici (pur resi in maniera coinvolgente, anche per un pubblico giovanile che ha premiato il film con un grande successo), L’ultima missione si rifà a un filone glorioso che punta sul senso di meraviglia e sulla fiducia nel genere umano (e alieno), a partire da Incontri originali del terzo tipo.
Project Hail Mary, come nel film di Spielberg, ci dice che non basta elaborare codici comuni: bisogna accettare il rischio dell’incontro. Per questo il film parla molto anche al nostro presente, così pieno di incomunicabilità e linguaggi ostili, fino agli scontri armati.
Qui al centro, invece, ci sono due esseri che non hanno nulla in comune e che decidono di investire tempo ed energie per capirsi: non cercando un impossibile assimilazione (anche se il bellissimo finale racconta una futura e incredibile possibilità comune) ma facendo ognuno un “passo” verso l’altro. A partire da quelle parole, cariche di significato e di amore, cercate faticosamente insieme.
Antonio Autieri
Critico cinematografico
Direttore di sentieridelcinema.it





