
Il tema dell’Odissea è stato al centro delle nostre recenti vacanze in montagna. I nostri ragazzi, guidati da don Claudio e accompagnati dagli educatori, hanno avuto l’opportunità di riflettere e confrontarsi su cosa significhi davvero, per ciascuno di loro, il desiderio profondo di “tornare a casa”. È stato un tempo prezioso di condivisione per scoprire insieme quali siano i passi concreti e le scelte necessarie che ognuno di noi deve compiere ogni giorno per raggiungere e conquistare la propria personale Itaca.
Intervista a Loris, Coordinatore delle attività.
In che modo il tuo lavoro di educatore e il rapporto con i giovani di Kayros li aiuta a preparare il viaggio verso la loro Itaca?
Qui i ragazzi arrivano portando il peso di errori e fallimenti. Il compito dell’educatore non è cancellare il loro passato (o la tempesta, se facciamo riferimento al viaggio di Ulisse), ma aiutarli e rielaborarlo, considerando che ogni sbaglio può diventare una tappa di un viaggio da cui trarre un insegnamento, trasformandolo in una assunzione di responsabilità personale. La relazione gioca sicuramente un ruolo fondamentale in questa dinamica.
Le sostanze, l’aggressività e altri aspetti sono il punto di tentazione, come le sirene nel viaggio di Ulisse, e rischiano di fare “affogare” i ragazzi prima ancora di vedere un orizzonte, un futuro. Kayros funge da possibile approdo sicuro dove fare tappa, un approdo in cui viene offerta una proposta di vita diversa attraverso i laboratori, lo sport, la musica, percorsi formativi: sono tutte occasioni per scoprire le potenzialità e i talenti, e prepararsi a ripartire verso Itaca.
Come guardano al futuro i giovani di Kayros?
Cerchiamo di insegnare ai ragazzi a non temere il futuro, a saper navigare anche in acque a volte un po’ tormentate, a tracciare la rotta per arrivare al proprio obiettivo, a imparare a tenere in mano il timone della propria nave. L’educatore e la comunità offrono gli strumenti per intraprendere questo viaggio.
C’è un’Itaca anche per te?
Sì, credo che ci sia un’Itaca anche per me: un viaggio da intraprendere alla ricerca del mio compimento, evitando di illudermi che la vita sia a posto, che le cose siano già tutte “sistemate”.
Uno dei miei obiettivi è accompagnare mia figlia in questo viaggio della conoscenza della sua Itaca, quindi è come fare un doppio viaggio, devo farlo insieme a lei cercando di essere un appoggio sicuro per affrontare le sfide che la vita le mette davanti.





