
“La cura non è mai indolore, a volte brucia, a volte nausea, a volte ti mangia le giornate e ti fa camminare strano. A volte poi c’entra con tagliare via pezzi di te, con violenza e precisione, in una potatura faticosa, per poter far crescere i frutti nella prossima estate.”
Questa citazione racchiusa nel libro “la Cura” di Icaro Tuttle racconta esattamente cosa abbiamo fatto dal 7 al 10 maggio a Pontremoli: scoprire che lentamente il dolore può prendere una forma diversa, solo se ce ne prendiamo cura.
Siamo partiti in tredici, sette ragazzi di Casa Gialla e Arancione e sei educatori, ed abbiamo vissuto dei giorni di condivisione, ascolto, nuovi spunti di riflessione, rappresentazioni teatrali, tavole rotonde. Quest’anno è stata la terza edizione del Curae Festival che mette al centro la Giustizia Riparativa come strumento di incontro e di dialogo vero. Il titolo “Cicatrici” ci ha accompagnati per tutto il tempo e, proprio grazie a questo tema così suggestivo, ciascuno di noi è stato invitato a fare memoria delle proprie ferite.
Grazie a Dike, Cooperativa che si occupa della mediazione dei conflitti, nei mesi scorsi i sette ragazzi hanno potuto approfondire il tema della Giustizia Riparativa attraverso un laboratorio tenuto in Comunità da professionisti esperti e a Pontremoli hanno potuto vedere con i loro occhi una mediazione tra chi ha compiuto e subito un reato: è stato un momento profondo, di dialogo autentico, così tanto da scoprire dei punti in comune tra i due vissuti, là dove sembrava impossibile che le due storie potessero intrecciarsi.
I ragazzi sono stati protagonisti di interventi nei quali hanno raccontato la loro esperienza all’IPM “C. Beccaria” e in Comunità, facendo emergere l’importanza di svolgere le attività, come il laboratorio di teatro, come strumento per conoscersi ed imparare ad esprimere le proprie emozioni. Inoltre, il 7 maggio hanno partecipato ad un laboratorio creativo nel quale hanno rappresentato le loro “cicatrici” su tele bianche, insieme anche ad alcuni liceali di Pontremoli e Milano ed alcuni studenti universitari di Milano e Pisa. La mattina di sabato 10 maggio, don Claudio Burgio è stato uno degli ospiti della Tavola Rotonda intitolata “I ragazzi interrogano sulle cicatrici”, ed è proprio stata l’occasione dove alcuni dei nostri ragazzi hanno potuto leggere estratti dei loro vissuti personali e porre domande agli interlocutori per trovare nuove risposte e punti di vista.
Sono stati giorni in cui non sono mancati momenti di divertimento, risate, pranzi e cene condivise, domande e lunghe chiacchierate, tutto questo in un clima di arricchimento reciproco e desiderio di stare insieme. Giorni in cui i ragazzi hanno potuto interfacciarsi con la realtà del Carcere Minorile Femminile di Pontremoli ed assistere ad una coinvolgente rappresentazione teatrale, fatta di racconti personali e musica.
In quei giorni a Pontremoli abbiamo scoperto che “riparare” una ferita è possibile e siamo stati testimoni di dialoghi di riconciliazione. Abbiamo potuto toccare con mano la Giustizia Riparativa… che non è un punto di arrivo, ma la partenza per un autentico incontro con sé stessi e con l’altro.
Anna Sironi





